si prendeva la rincorsa e ci si buttava in mare.
quando ci si dava la spinta e piedi si staccavano,
in quel momento, nasceva il dubbio.
per una frazione di secondo.
il dubbio se ci saremmo veramente tuffati in mare
o avremmo continuato a cadere per l’eternità.
o forse non saremmo caduti affatto.
destinati a fluttuare per sempre nello spazio.
ma alla fine arrivava sempre l’acqua.
ora il pontile è chiuso.
c’è un muro.
ma si passa lo stesso.
di lato.
penso.
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La poesia ed il video sono splendidi. Sono anni che seguo i tuoi progetti ma dev’essere successo qualcosa che ti ha fatto andare su un livello completamente diverso, e anch’esso bellissimo. Ma non aggiungo altre parole perchè credo sarebbero inutili, e tutto sommato rompono (male) il silenzio dell’alba. Credo che un giorno qualcuno ti comprerà questi video (se tu li venderai) per farci installazioni immense, megaschermi, robe così… per far capire alla gente l’importanza del tempo e della vita.
la sua soddisfazione è il nostro miglior premio